| GIANNI BASSO |
Nasce ad Asti ma trascorre parte della sua infanzia in Belgio, trasferitosi con la famiglia a causa del lavoro del padre; inizia a studiare dapprima il clarinetto e poi il sax tenore, entrando giovanissimo (1946) nella big band belga di Raoul Falsan e distinguendosi da subito per il suo evidente talento musicale.
Nel 1950 è di nuovo in Italia, dove, raccogliendo la sonorità del cool jazz di recente importazione statunitense (è il jazz di Baker e Mulligan), dà vita assieme al trombettista Oscar Valdambrini al "Basso-Valdambrini Quintet": con questa formazione (estesa fino a diventare un ottetto, a seconda delle esigenze) si esibisce in tutta Italia e all'estero, collaborando con molti dei grandi del jazz italiano come Dino Piana e Mario Pezzotta (trombone), Glauco Masetti e Attilio Donadio (sax), Gianni Cazzola (batteria) e Renato Sellani (pianoforte).
Negli stessi anni '50 poi fonda, sempre con Valdambrini, il "Sestetto Italiano" aggiungendo alla sezione fiati anche il sax contralto di Attilio Donadio.
Questo splendido decennio per Basso vede anche le illustri collaborazioni con i maggiori artisti internazionali (Gerry Mulligan, Chet Baker ecc.) che lo portano ad essere scoperto anche negli Stati Uniti.
A partire dagli anni '60 inizia a suonare alla pari con i grandi del jazz (Lee Konitz, Phil Woods, Art Farmer, Johnny Griffin, Zoot Sims, Buddy Colette) e ad essere uno dei maggiori e più richiesti session man a livello mondiale: fa parte di big band celeberrime quali la "Kenny Clarke/Francis Boland Big Band", la "Maynard Ferguson Big Band" e la "Thad Jones Big Band".
In seguito è richiesto da grandi artisti pop (ad es. Mina) e con la sua grande capacità di didatta è il "mentore" di molti jazzisti attuali (Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Stefano Battaglia, Gino Comisso). |
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